LA FAVOLA DI SID
SID nasce da una cucciolata di 9 fratelli. Il padre, Atos, cedutomi in giovane età da Braconi Giulio, nasce da Heidi, sorella di Hedda, per un figlio di Bonfante’s Nadir Ektor.
La madre, Zefira dei Mascii, nasce da una collaborazione tra me e Sergio Mascii, da Universo dei Mascii per Hedda… cani tutti da me cresciuti e addestrati tra le mie montagne e spesso all’estero!
Già all’inizio ho avuto problemi con il calore della mamma, un estro “particolare”, per cui non avevo nessuna fiducia per il prosieguo. La mamma, Zefira dei Mascii, data al mio stretto collaboratore Marco Micozzi perché potesse godersela andando a caccia, era comunque sotto la mia stretta osservazione. Dopo poco capii che forse era andata bene! L’ho portata a casa e tutto è proseguito benissimo!
La settimana decisiva era quella in cui avevamo prenotato le vacanze estive. Lucia e Tommy partirono… a malincuore.
La fatidica sera, a seguito di numerose lastre, ecografie e altri esami, dai quali risultava che i cuccioli non fossero più di 6 o 7, ne uscirono 9… La cagna, al suo primo parto, è stata straordinaria.
Iniziammo alle ore 21.30 e finimmo alle ore 05.30. A lunghi intervalli nacquero i cuccioli. Alla nascita del settimo lei era distrutta, io anche. Vado a dormire… finestra aperta, orecchie dritte. Alle 05.00 un ululato disperato… Corro… la mamma, stremata: ne era nato un altro fuori dalla cassa parto e, per farsi sentire, mi aveva svegliato.
Contentissimo per l’ottavo, inaspettato, torno a dormire.
La mattina, alle ore 09.30, tutto taceva. Vado a controllarli mentre ero al telefono con mia moglie, trepidante di notizie. Inizio la relazione: dormivano tutti. Mentre li sposto per contarli e vedere maschi e femmine… è uscito lui.
Li conto bene… sono 9…
«Ma tu questa notte non c’eri!? Ma chi ti ha portato, la cicogna?»
Sembrava di un’altra cucciolata. Era l’esatta metà dei fratelli… NOOO! Non glielo posso dire e ad 8 mi fermai.
Lucia, contentissima, dopo due giorni tornò. Curiosi andammo a vederli e, lì per lì, dissi:
«E poi c’è lui… CALIMERO.»
Un mostriciattolo.
Lì non fu molto contenta. Lei è molto più decisa nell’allevare (come è giusto che sia) e quella notte ci dormimmo sopra.
Il mattino successivo, dopo varie discussioni, andammo a vedere i cuccioli. Calimero non stava benissimo. Era già stato emarginato, come succede a volte nelle cucciolate. Il pomeriggio non prendeva più il latte.
Chiamai il veterinario. Quando lo vide e lo prese in mano disse:
«È anche freddo. Toglilo, probabilmente domani è morto. Non fare il tenerone, è la natura.»
Il giorno dopo era vivo. Si lamentava ma era vispo. Lì decisi che avrei fatto il possibile.
Mentre gli altri triplicavano in grandezza, lui, anche se vivo, veniva scartato. Lo dovevo aiutare, altrimenti sarebbe morto.
La cucciolata cresceva: aprirono gli occhi, arrivarono i primi passi e i primi problemi. Ma Calimero era meno della metà degli altri. Venne preso di mira dai fratelli all’istante, bullizzato dall’alba al tramonto. Lui, però, con il nostro aiuto, piano piano prendeva forza. Spesso lo toglievamo dalla cucciolata, altrimenti lo avrebbero distrutto: erano tanti.
Le prime pappe, sempre sotto controllo… però mangiava.
Nonostante tutto, aveva ancora gli occhietti brillanti. Era tutto graffiato, quasi senza pelo, però era sveglio e notai che, anche se era piccolissimo, provava a difendersi.
Un giorno, mentre stavamo parlando con la porta aperta, si sentì un guaito, quasi un ruggito. Io, subito:
«Hanno seccato CALIMERO!»
Ci precipitammo e la scena che ci si presentò davanti aveva del surreale: aveva messo con le spalle al muro tre fratelli. Lì qualcosa cambiò. Non attaccava i fratelli ma, da quel momento, nessuno gli fece più del male.
Il pelo crebbe e le crosticine caddero. Di certo non era bello con quegli occhietti pronunciati.
Thomas aveva 5 anni e la sera guardavamo i cartoni animati. Una sera, mentre stavamo guardando L’Era Glaciale, Tommy disse:
«Babbo, chiamiamolo SID, come il bradipo. È bruttarello ma è simpatico e buono.»
(Come dargli torto?)
E SID fu.
Venne il momento di dividere i cuccioli con i miei collaboratori. Ovviamente SID non lo volle nessuno.
Da quel momento, con mia moglie, abbiamo fatto di tutto per farlo adottare. Lo avremmo regalato, ma nessuno lo voleva. Dicevano:
«È brutto!»
Era vero, era bruttino, ma era vivo ed emanava una lucina particolare.
Iniziai a fare qualche passeggiata. I fratelli erano forti, mentre a SID bastavano due fili d’erba per cadere, ma voleva comunque seguirmi.
Non era bellissimo, ma le forme erano giuste e iniziava a crescere. Prendeva peso ed anche la testa assumeva la giusta forma. Nonostante tutto, però, nessuno lo voleva.
La stagione fu buona. Arrivarono molte quaglie in primavera ed io e i miei allievi eravamo lì. SID si fece notare subito: sempre un metro avanti agli altri, il primo a fermare e il primo a consentire.
Arrivò l’apertura della caccia. Erano giovani, ma abbiamo fatto un gran casino.
SID era leggerino, ma iniziava a piacermi. Il brutto anatroccolo iniziava a diventare un cigno.
Le sorelle andavano benissimo, pertanto, per il proseguimento della stagione, potevo fare a meno di lui.
Parlai con Lucia che, lì per lì, non ci credeva, ma Angelo partiva per la Polonia e SID andò con lui.
Fece qualche trasferta. Era molto giovane, ma la classe non mancava.
La lucina che all’inizio solo io avevo visto cominciava finalmente a brillare.
Era il più piccolo del furgone e, parlando con Angelo, dopo tanti anni di collaborazione, capii che a lui SID piaceva sin dall’inizio di questa avventura.
Ma era ancora giovane.
Pertanto, in primavera, ripartimmo con le nostre africanelle e affrontammo insieme la seconda apertura.
Me lo godevo.
Picchiava duro: starne, fagiani, quaglie.
Ma ad ottobre, come ne Il richiamo della foresta, io e la caccia gli andavamo ormai troppo stretti.
Partì di nuovo per la Polonia e lì si consacrò.
Iniziňò a collaborare e a mettersi a disposizione del Maestro, che iniziò a dipingere. Io lo sapevo che quella tela, per lui, sarebbe stata importante. Quella luce l’ha sempre vista anche lui, dal primo giorno.
Arrivò il Derby. SID era in palla, cane preparato benissimo e in una forma super.
Fece un turno di richiamo emozionante… 28 minuti. Ma mancò la fortuna e, dopo una meritevole relazione, ce ne andammo con qualche certezza in più.
Subito dopo arrivò la Grande Cerca. Partimmo subito con i richiami ma, purtroppo, era come se la fortuna ci avesse abbandonato.
SID, però, andava… eccome se andava. Ogni volta era uno spettacolo.
Nel frattempo, con Lucia, si parlava di come Angelo avesse gestito SID in vista della stagione delle Classiche.
Noi siamo veramente appassionati di questo genere di prove. Sappiamo quanto sia difficile preparare un cane per queste gare, specialmente un bulletto di rientro dalle starne come SID.
Abbiamo avuto diversi cani bravi e di qualità, perché in queste prove, se non c’è quella, solo con un cane “bravo” si combina ben poco.
SID ha un bellissimo galoppo, coronato da un elegante portamento di testa e da una presa di punto fulminea. È un bel cane da vedere, intelligente e duttile. E fin qui tutto bene.
Ringraziamo Madre Natura, ma tra questo e le Classiche ce ne passa.
Avevamo prenotato le vacanze per il 18 giugno. Sarebbero finite in concomitanza con le Classiche di Cagnano Amiterno, così Lucia disse che avremmo potuto far fare a SID il debutto proprio in quell’occasione: un bell’altopiano, ottimo per un giovane. Al rientro dalle vacanze ci saremmo fermati per la gara.
Lo diciamo ad Angelo.
I giorni passavano ed Angelo aveva già cominciato la preparazione. Ci sentivamo spesso e SID andava bene, ma Angelo non diceva mai una parola di troppo.
Lui è così: non si sbilancia, nasconde bene le emozioni, anche se con SID non gli riesce benissimo… ahahahah.
Dopo le starne non si può chiedere troppo a un cane.
Anche se trapelò che a SID il prato piaceva molto…
…e lì ho capito.
Aprono le iscrizioni per le prime Classiche di Piombino.
Angelo chiama Lucia e dice:
«Non lo iscrivi SID?»
Lucia non ci credeva.
«SID? Subito nella mischia, in Libera, tra i grandi?»
Per fare una mossa del genere, conoscendo Angelo, il cane doveva essere davvero a posto.
E si parte.
Non ci eravamo organizzati, tutto all’improvviso.
Il debutto senza di noi.
Poi la telefonata di Angelo a Lucia e il messaggio a Thomas gli fecero tremare la voce:
2° Ecc. R-CAC, dietro a North, un grandissimo Pointer e veterano delle prove.
Il debutto fu come un fulmine a ciel sereno.
SID era diventato grande, tra i grandi.
Da lì iniziò una cavalcata fantastica.
Il cane bruciava il terreno, cresceva sempre di più. Prova dopo prova, le sue geometrie diventavano sempre più perfette, le sue prestazioni sempre più decisive e la sua forma rimase invidiabile fino alla fine.
Una maratona che, quest’anno, ha portato la carovana dei furgoni bianchi anche all’estero, pur rilasciando qualifiche italiane.
Ha vissuto panorami mozzafiato e luoghi magici come la Grecia, di cui mi sento figlio, e la Croazia, teatro di bellissime iniziative.
Noi siamo stati sempre presenti e SID si è fatto valere, conseguendo risultati e certificazioni che gli hanno dato diritto di entrare sia alla Prova d’Eccellenza, ma soprattutto al Master…
…e così giovane!
È importante arrivare in fondo in forma.
SID è pronto.
Veniamo da prestazioni esaltanti… forse le migliori.
Angelo lo sa, è carico.
SID scalpita.
È ora di ringraziare Luca!
Una bella Prova d’Eccellenza, coronata da una bellissima menzione in relazione, ci dà coraggio.
Una nottataccia, calda e rumorosa… non si dorme. I pensieri iniziano a trasformarsi in speranze e, per fortuna, in sogni.
Al mattino si va presto per assistere a tutto il Pointer Show. Molto bello, tanta gente.
Una splendida presentazione per SID e per tutta la squadra di Testa.
Mangiamo un panino e andiamo a prendere posto.
Si inizia dal lato classico, con un vento teso e costante.
Si erano già visti alcuni bei turni, ma i punti erano pochi.
A metà prova un improvviso cambio di vento li portò tutti dalla parte opposta.
SID aveva il penultimo turno, il numero 13.
Da quella parte si era visto anche qualche bel punto.
Con il fiato alla gola e gli occhi di tutti addosso si sgancia.
Si mette subito bene: bella partenza, diagonali impeccabili e due punti “alla SID”, risolti magistralmente.
Bellissimo il dopoquaglia.
Una gran bella prestazione.
Tutti avevano visto.
Gli addetti ai lavori mormoravano.
Arrivarono i primi complimenti degli amici.
Ma era troppo bello per essere vero.
Si va alla relazione, seduti lontani ma di fronte al palco.
Inizia la classifica…
Il caos più totale.
L’apoteosi.
Ho perso la voce e qualche anno di vita, ma ne è valsa la pena!
L’artista aveva concluso la sua opera!
Questa volta ha vinto il Pointer!
Questa volta ha vinto SID!
Un ringraziamento speciale a SID e a Madre Natura, al Pointer Club d’Italia, all’ENCI e a tutti i giudici che hanno avuto il piacere di giudicarlo, ma soprattutto a zio Angelo Testa, che ha realizzato l’ennesimo capolavoro e al quale saremo sempre grati.
In ultimo, ma alla base di tutto e fondamentale:
Portate a caccia i vostri Pointer… solo così potremo continuare a sognare.
Luca Donati