Mi chiamo Andrea Boi, classe 1982, vivo in Sardegna e allevo Pointer dal 2003. La mia è una terra aspra e meravigliosa, fatta di vento, macchia mediterranea e selvatici diffidenti; una terra che ti entra dentro e ti insegna il rispetto. È qui che è cresciuta la mia storia ed è qui che, quasi per caso, è nato l’amore che ha segnato la mia vita.

La mia passione per il Pointer non è nata da un progetto né da un sogno coltivato fin da bambino. È nata per caso, come spesso accade per le cose destinate a cambiare per sempre una vita. Tutto ebbe inizio con un regalo: Desy, la mia prima bracca-pointer, donatami da un caro amico quando muovevo i primi passi nel mondo della caccia.

Ricordo ancora il suo sguardo attento, intelligente, e quella naturale eleganza nel portamento che sembrava raccontare una storia antica, fatta di vento, di campi aperti e di selvatici lontani. Con lei ho imparato cosa significa davvero cacciare. Non era solo l’azione, non era solo il colpo: era l’attesa, il silenzio condiviso all’alba, il battito che accelera quando il cane si immobilizza in ferma. Desy mi ha dato tanto, continua a darmi tanto e, senza che me ne accorgessi, mi ha fatto innamorare ciecamente non solo della caccia, ma del Pointer.

Quell’amore è cresciuto in fretta. Dopo un po’ di tempo arrivò Zara, che ribattezzai subito Tosca. Con lei iniziò qualcosa di diverso, di più profondo: la mia avventura cinofila professionale. Tosca non era soltanto una compagna di caccia straordinaria, era una regina nei ring. Expo dopo expo, conquistammo primi posti, CAC e CACIB. Ogni vittoria era una conferma non solo della sua bellezza, ma del lavoro, della dedizione e del legame che ci univa.

E poi c’era il campo. Con Tosca ho vissuto giornate indimenticabili dietro alla mia amata pernice sarda e alla regina del bosco. Vederla lavorare, intensa e precisa, era uno spettacolo che non stancava mai. In lei convivevano armoniosamente eleganza e sostanza, estetica e funzionalità. Mi stava insegnando che il Pointer non è solo un cane: è un equilibrio perfetto tra istinto e nobiltà.

Ma il Pointer, ormai, mi era entrato nel sangue.

Così arrivò Grace. Con lei ho toccato traguardi che fino a qualche anno prima non avrei nemmeno osato immaginare. L’ho vista crescere, maturare, imporsi. È diventata Campionessa Italiana e Internazionale di Bellezza, ma non si è fermata lì: ha saputo distinguersi anche nelle prove di lavoro nel circuito a starne e su selvaggina naturale. Con Grace ho capito cosa significa costruire qualcosa di solido, credere in una linea, in una visione. Non era più solo passione: era un progetto.

E poi, tra le soddisfazioni più grandi, è arrivato Blues. Vederlo nascere, crescere e poi partire per calcare i più importanti scenari europei nella nota a beccaccini, grazie al suo proprietario Andrea Piras e alle sapienti mani di Enrico Marchetti, è stato motivo di immenso orgoglio. Blues ha scritto pagine importanti, titolandosi Campione Italiano di Lavoro, Campione Italiano Caccia a Starne e Campione Specialista su Beccaccini. Ogni suo successo era un po’ anche mio, un tassello in più di una storia che continuava ad allargarsi.

Dalla cucciolata D ho scelto di tenere un maschio che mi aveva colpito fin da subito: Daytan. C’era qualcosa in lui: uno sguardo, un atteggiamento, una promessa. È stato il primo maschio del nostro allevamento a rimanere a casa. Con lui ho sentito la responsabilità e l’orgoglio di dare continuità a un lavoro costruito con anni di passione, sacrifici e sogni.

Il 2020 ha segnato un altro momento fondamentale: la prima cucciolata realizzata esclusivamente con soggetti del mio allevamento. Non era solo una cucciolata, era la prova concreta che il percorso intrapreso stava prendendo forma. Da lì è nato Lucky by Niolik, simbolo di un’identità ormai definita, di una selezione pensata e voluta.

Nello stesso periodo è entrata in famiglia Skizzy, discendente diretta del Campione del Mondo Amerigo. Anche lei ha iniziato presto a dire la sua, mostrando carattere, qualità e prospettiva. Per questo devo un ringraziamento speciale all’amico Fulvio Cardano, che ha creduto nel progetto e ne ha condiviso un pezzo.

Guardandomi indietro, mi accorgo che quella che sembrava una semplice passione è diventata una vita intera: una vita fatta di albe fredde e mani sporche di terra, di ring illuminati e applausi, di attese silenziose e corse sfrenate; una vita scandita dal battito del cuore di un Pointer in ferma.

Desy ha acceso la scintilla. Tosca ha dato forma ai sogni. Grace li ha consacrati. Blues li ha portati lontano. Daytan, Lucky e Skizzy rappresentano il futuro.

E io? Io sono solo l’uomo che ha avuto la fortuna di camminare accanto a loro.

Questa è la mia storia.
Una vita con i Pointer.